Prima di cambiare il mondo, bisogna imparare a immaginarlo

Incontro con Patrizia Licari, scrittrice di libri e filastrocche per bambini e ragazzi, tra fantasia, meraviglia, relazioni e desiderio di un mondo diverso.

E se una storia non servisse soltanto a far sognare un bambino, ma gli offrisse anche la possibilità di immaginare il mondo in un altro modo?

Forse è proprio qui che comincia il viaggio.

Prima ancora di cambiare ciò che ci circonda, abbiamo bisogno di riuscire a vederlo in modo diverso. E l’infanzia, con la sua capacità di meravigliarsi, fare domande e inventare possibilità, sembra essere uno dei luoghi più fertili da cui partire.

Oggi incontriamo Patrizia Licari, scrittrice di libri e filastrocche per bambini e ragazzi, con una particolare attenzione ad argomenti come la tutela del pianeta, il bullismo, la giustizia, la lettura, il rapporto con la tecnologia e il valore delle relazioni e della spiritualità.

Nelle sue storie la fantasia e l’avventura diventano strumenti per accompagnare i bambini nella loro crescita.

Con Patrizia vorremmo cercare di capire che cosa accade dentro un bambino quando una storia gli offre la possibilità di immaginare un mondo diverso. Vorremmo esplorare il potere delle storie, ma anche quello dello sguardo dei bambini: uno sguardo ancora capace di fare domande, di stupirsi e, forse, di immaginare ciò che noi adulti abbiamo smesso di vedere.

Tutti i libri di Patrizia Licari con le loro copertine illustrate e colorate

Le illustrazioni dei Libri di Patrizia Licari sono realizzate da Adriano Botta.

La bambina che guardava le nuvole

Prima di diventare scrittrice, Patrizia è stata una bambina. Una bambina lettrice, curiosa, solitaria e con un mondo interiore molto ricco.

Forse alcune storie iniziano molto prima di essere scritte.

Patrizia, che bambina eri?

” Fin da piccola sono sempre stata una lettrice accanita. Tutto quello che trovavo in giro per casa lo divoravo avidamente: ero curiosissima. Crescendo mi sono appassionata ai libri di avventura: Verne, Salgari, London. E poi anche alla mitologia greca e romana. Amavo fissare le nuvole, immaginando che fossero animali fantastici. Non so se fosse un bene o un male, ma avevo preso l’abitudine di chiudermi dentro un armadio, dove inventavo storie fantastiche che mi raccontavo per farmi compagnia. Ero certamente una bambina strana e solitaria. “

Quella bambina che inventava storie per farsi compagnia sembra già contenere qualcosa della scrittrice che incontriamo oggi: la capacità di trasformare la realtà attraverso l’immaginazione. E forse è proprio questo uno dei primi doni che una storia può offrire a un bambino: un luogo interiore in cui entrare, esplorare e dare spazio alla propria curiosità.

una bambina in un prato guarda il cielo e vede animali fantastici nelle nuvole, sognando ad occhi aperti
Quando una storia diventa uno spazio per crescere

A un certo punto hai iniziato a scrivere per bambini e ragazzi, costruendo storie che uniscono fantasia, avventura e temi importanti.

Che cosa ti ha portato a scegliere proprio il mondo dell’infanzia? E che cosa pensi che una storia possa offrire a un bambino che una spiegazione o una lezione non possono dare?

” Ho sempre amato scrivere racconti di vario genere, soprattutto per me stessa. Da qualche anno, invece, ho iniziato a rivolgermi a bambini e ragazzi. Non è stata proprio una scelta voluta, ma nemmeno casuale. Tutto ha avuto inizio nel 2018. Capitò e basta. Dopo aver visto qualcosa di “strano” nel cielo, buttai giù di getto una storia rivolta proprio ai bambini: ALMA E I DIECI MESSAGGI COSMICI. Durante le presentazioni in biblioteca, i bambini hanno sempre mostrato grande entusiasmo, facendo mille considerazioni e domande.

Non ho pretese pedagogiche e didattiche: non sono un’insegnante e nemmeno una psicologa. Le menti dei giovanissimi assorbono tutto ed è una grande responsabilità voler trasmettere loro qualcosa. Come ricorda Michael Ende, la letteratura per ragazzi dovrebbe lasciare spazio alla fantasia, al mistero, alla meraviglia e all’ umorismo. Vorrei aggiungere che ai ragazzi di oggi, molto spesso confusi e lasciati in balia di sé stessi, sia necessario trasmettere anche quei valori che ultimamente sono stati smarriti, dando loro spunti di riflessione! “

Forse una storia riesce a fare qualcosa che una spiegazione difficilmente può fare: non dice soltanto qualcosa ai bambini, ma gli permette di entrarci dentro. Non consegna loro necessariamente una risposta. Ma offre un personaggio, una situazione, un conflitto, una scelta. E lascia che siano loro, almeno in parte, a trovare il proprio significato.

Raccontare il mondo senza fare la morale

Nelle storie dedicate ai bambini, affrontare temi importanti è una sfida delicata.

Nei tuoi libri compaiono temi come la natura, il rispetto per il pianeta, il bullismo, la giustizia, le relazioni e la tecnologia. Come si può parlare ai bambini di problemi reali senza trasformare una storia in una lezione travestita da racconto?

” A parer mio, credo che in quest’ epoca, più che raccontare le favole, sia necessario narrare soprattutto la vita reale, ma con semplicità assoluta e senza voler mai fare la morale! Per esempio, nel libro LA SQUADRA DEI GIUSTI, PER VINCERE IL BULLISMO narro di un ragazzo che dapprima si vergogna, si rinchiude in se stesso e non si confida con la famiglia riguardo al proprio disagio. Poi comprende che isolarsi peggiora la situazione e scopre che l’unico modo per uscire da una situazione di sofferenza è aprirsi con coraggio e spontaneità. In questo racconto molti ragazzi si sono rispecchiati. “

un cerchio di bambini sorridenti che si abbracciano

Ci sono temi che hanno bisogno di essere raccontati con delicatezza proprio perché appartengono alla vita reale. E forse, quando un bambino si riconosce in un personaggio, qualcosa cambia: non sta più semplicemente ascoltando la storia di qualcun altro. Per un momento, quella storia può diventare anche un po’ sua.

C’è un tema che senti particolarmente urgente raccontare oggi ai bambini?

” Un tema che vorrei trattare nel prossimo libro è quello della violenza, una piaga che purtroppo si sta diffondendo a macchia d’olio nel mondo giovanile. Un argomento molto delicato e difficile. Vedremo se troverò in me la giusta ispirazione, ma senza voler farne un’utopia… Per adesso è solo un desiderio! “

Alzare gli occhi verso le stelle

Dalle problematiche del mondo reale lo sguardo di Patrizia torna poi verso l’alto. Nei suoi libri incontriamo la natura, ma anche il cosmo, gli UFO e mondi che vanno oltre ciò che conosciamo. 

un bellissimo cielo stellato

Che cosa può dare ai bambino la possibilità di guardare verso le stelle e immaginare ciò che ancora non conoscono?

” I bambini sono per sua natura curiosi e sempre aperti a nuove esperienze. Quando ho presentato Alma, qualcuno mi chiese se avessi mai visto gli alieni. Naturalmente ho risposto di no, ma che mi sarebbe piaciuto molto e non escludo di poter avere la fortuna di incontrarli un giorno, chissà! E devo aggiungere che quasi tutti mi dissero: “Anch’io”. Solo un bambino mi confidò che la sola idea lo terrorizzava…”

Una risposta, quella di quel bambino, che racconta in poche parole anche un’altra cosa: la meraviglia non è uguale per tutti. Per qualcuno ciò che è sconosciuto è affascinante. Per qualcun altro può fare paura. E forse anche questo significa crescere: imparare a stare davanti a ciò che ancora non conosciamo, senza avere sempre la necessità di trovare subito una risposta.

Che cosa succede alla nostra capacità di meravigliarci quando diventiamo adulti?

”  Da adulti tendiamo a dare tutto per scontato. Penso invece sia bellissimo avere ancora la capacità di meravigliarci per qualcosa di diverso e  lasciare più spazio al proprio cuore verso altre realtà certamente degne di attenzione. “

Forse è proprio questo uno dei piccoli insegnamenti che possiamo raccogliere: continuare a fare spazio alla meraviglia.

Bambini, smartphone e il difficile equilibrio del nostro tempo

C’è poi un altro mondo che oggi entra molto presto nella vita dei bambini: quello digitale. Non è più qualcosa che appartiene soltanto ai ragazzi più grandi. È una presenza quotidiana che porta con sé opportunità, ma anche nuove domande. In UN CELLULARE PER AMICO affronti proprio il rapporto tra un ragazzo e il suo primo telefonino.

Come possiamo aiutare bambini e ragazzi a vivere il mondo digitale senza perdere il contatto con la realtà, con la natura, con gli altri e con se stessi?

” Volere a tutti i costi scrivere UN CELLULARE PER AMICO ha rappresentato per me una grossa sfida! Ero consapevole che molti ragazzi non lo avrebbero voluto leggere. Nel titolo ho scritto volutamente “per amico”. Non si può sottovalutare che questo piccolo e controverso oggetto racchiuda in sé anche molti risvolti positivi.

Nella storia il protagonista, un ragazzo di città, conosce un coetaneo che vive in montagna e che non sa nulla di tecnologia. Nasce fra i due uno scontro molto controverso, ma tuttavia costruttivo. Un giusto equilibrio è certamente difficile da raggiungere, ma a mio avviso occorre che siano i genitori per primi a dare il buon esempio. Dovremmo cercare di utilizzarlo con buon senso, solo per quello che serve e per darci delle risposte precise. Dobbiamo fare attenzione a non essere per loro un esempio di dipendenza; altrimenti perdiamo di credibilità. Loro nascono già tecnologici. “

La frase “Loro nascono già tecnologici” apre una riflessione interessante anche per noi adulti. Perché, prima ancora di chiederci quali regole dare ai bambini, forse vale la pena guardarci allo specchio e domandarci quale rapporto abbiamo noi con quello stesso piccolo oggetto che teniamo in mano ogni giorno.

Quando parli di questi temi con i bambini, quali sono le loro reazioni? Ti hanno mai dato una risposta che ti ha fatto cambiare prospettiva?

” I bambini mi hanno sempre risposto che il mondo non può essere fermato e che, comunque, il cellulare è indispensabile. Sono d’accordo con loro, ma non deve mai diventare il prolungamento della nostra mano, che ha tante altre cose utili e indispensabili da fare! “

Quando sono i bambini a rispondere agli adulti

Patrizia incontra moltissimi bambini nelle scuole, nelle biblioteche e durante le presentazioni. E in quegli incontri accade qualcosa che nessun libro può prevedere fino in fondo: i lettori cominciano a parlare.

Qual è una domanda, una frase o una risposta di un bambino che non hai più dimenticato?

” Ricordo con piacere un bambino, Giuseppe, che al termine di un incontro si avvicinò per abbracciarmi forte e mi disse che il bullismo è una cosa “schifosa” e che avrebbe seguito il comportamento di Diego, il protagonista del libro. “

È davvero prezioso quando un personaggio immaginario  diventa qualcuno da cui prendere esempio.

C’è qualcosa che i bambini ti hanno insegnato sul mondo che non avresti potuto imparare scrivendo?

” Ho imparato che i bambini vogliono somigliare ai protagonisti della storia ed essere vincenti. Solo così rafforzano la propria personalità. “

Tre parole da mettere in tasca

A questo punto torniamo al titolo da cui siamo partiti. ” Prima di cambiare il mondo, bisogna imparare a immaginarlo. ” Ma quali spunti potremmo dare ai  bambini che oggi si affacciano alla vita.

Patrizia, se potessi lasciare tre parole, quali sceglieresti?

” Tre parole da tenere gelosamente in tasca e a cui ogni tanto dare un’occhiata, per essere certi di non dimenticarle: COMPRENSIONE – GIUSTIZIA – VERITÀ. “

Tre parole grandi. Forse anche difficili. Ma proprio per questo da custodire.

Immaginare il futuro significa anche chiedersi che cosa resterà delle storie che raccontiamo oggi.

Se potessi incontrare oggi il bambino o la bambina che leggerà uno dei tuoi libri tra vent’anni, che cosa vorresti che portasse con sé dopo averlo letto?

” Certamente chiederei LORO di leggere ALMA E I 10 MESSAGGI COSMICI, per verificare se qualcosa, in vent’anni, sia veramente cambiato, possibilmente in meglio. La mia speranza, da inguaribile persona fiduciosa quale mi sento, è che nove messaggi possano essere messi in pratica, ma solo uno, NON INQUINARE, relativo ai danni ambientali, richiederà un numero gigantesco di anni. “

Dieci messaggi affidati al futuro. E forse è proprio questo il senso di affidare qualcosa ai bambini: immaginare che possano raccogliere ciò che oggi sembra ancora lontano e portarlo un po’ più vicino alla realtà.

A questo punto la domanda diventa ancora più grande.

Che mondo vorresti che i bambini di oggi imparassero a immaginare?

” I bambini hanno capacità immaginifiche infinite. Pertanto voglio pensare che possano imparare a immaginare la fine di tutti, ma proprio tutti, i conflitti armati sulla Terra! Con la speranza che, un giorno non troppo lontano, ciò possa davvero avvenire! “

Forse è questo il potere  dell’immaginazione: non limitarsi a inventare ciò che non esiste, ma riuscire a concepire ciò che oggi sembra ancora difficile da realizzare.

un bambino e una bambina visti di spalle immaginano un mondo migliore davanti a loro inisem ai loro amici a quattro zampe, un simpatico cagnolino e la dolce gatta siamese Siddhi
Il piccolo gioco di Patrizia

A questo punto lasciamo per un momento le domande più grandi e facciamo spazio alla leggerezza. Abbiamo chiesto a Patrizia di rispondere rapidamente ad alcune domande. Le sue risposte, però, meritano di essere assaporate con calma.

Un libro che ogni bambino dovrebbe incontrare.

” Il Piccolo Principe “

Una domanda che tutti dovremmo fare più spesso.

” Come stai? “

Sono d’accordo, ma a una condizione: che la domanda nasca da un sincero intento di ascolto e che la risposta venga accolta nel nostro cuore, senza giudicare.

Una cosa che vorresti che i bambini non smettessero mai di fare.

” Giocare “

Una cosa che gli adulti dovrebbero imparare dai bambini.

” Giocare “

Una parola che vorresti salvare.

” FARE LA PACE “

Non vale, sono tre! Ma ci piacciono tanto!

Una parola che vorresti inventare.

” GIUSTELLANZA (mix di giustizia e fratellanza) “

Bellissima!

Grazie Patrizia, viviamo in un mondo sempre più veloce e, in questa giostra, portiamo con noi anche i nostri bambini e ragazzi.

Trovare un momento per fermarsi insieme e riflettere con leggerezza, magari grazie a una storia, è sempre più raro. E proprio per questo i temi che attraversano i libri di Patrizia ci ricordano qualcosa di prezioso: non tutto ciò che insegna deve necessariamente sembrare una lezione. A volte possiamo imparare attraverso un’avventura, un personaggio, una domanda, una nuvola che, per un istante, ci sembra un animale fantastico.

Ti aspettiamo quando vorrai tornare, Patrizia. A noi di Siddhi Magazine e ai nostri lettori piace viaggiare con il cuore, il pensiero e la fantasia.

Prima di salutarci, vorremmo proporvi una piccola esperienza da fare con i vostri bambini e ragazzi.  

5 minuti per immaginare un mondo diverso

Prendetevi un momento in un angolo tranquillo della vostra casa e chiedete:

Se domani potessi cambiare una sola cosa nel mondo, che cosa cambieresti? Ascoltate la risposta senza correggere e senza spiegare perché quella cosa sia possibile o impossibile. Poi chiedete:

Come sarebbe il mondo dopo quel cambiamento?

Che cosa vedresti di diverso?

Qual è una piccola cosa che possiamo fare noi, già questa settimana, per avvicinarci a quel mondo?

Non cercate necessariamente una grande soluzione. Potrebbe essere qualcosa di piccolo. In questo modo, insieme, potrete fare esperienza della possibilità di passare dall’immaginazione all’azione.

Forse una storia non serve soltanto a farci sognare un mondo diverso, a volte serve a permetterci di vederlo per la prima volta.

Scopri chi è Patrizia Licari alla pagina Ti Presento. Seguila su Facebook, visita il suo sito.

Ogni volta che acquistiamo un suo libro una parte del ricavato viene devoluta a FUNIMA International, un’organizzazione umanitaria laica senza fini di lucro che dal 2005 opera per sostenere bambini e comunità che vivono in situazioni di povertà, emergenza ed esclusione sociale.

 

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